Benessere apparente, rischio reale

Maria Luigia ha 87 anni. È affetta da fibrillazione atriale, per cui assume acenocumarolo secondo INR, bisoprololo 2,5mg diviso in due somministrazioni giornaliere, furosemide 25mg al mattino e canrenone 25mg al giorno.
Maria Luigia è sempre stata un’ “alternativa”: ribelle in tutto, anche nell’assunzione delle terapie, è affascinata dal mondo orientale, da discipline meditative come lo yoga e dalla medicina tradizionale cinese. Nelle ultime settimane, sentendosi più stanca del solito, decide di assumere un integratore con ginseng siberiano, pappa reale e papaya fermentata. Nota immediatamente un beneficio in termini di concentrazione e vitalità e decide di proseguire tale terapia per un mese almeno.
Dopo un paio di settimane di terapia, racconta al suo nipote preferito, che di professione è un ingegnere informatico, dei benefici ottenuti. Questi si preoccupa moltissimo: la nonna sta assumendo dei farmaci che richiedono un attento monitoraggio, e su internet si trovano dei pareri molto critici riguardo all’associazione della terapia cronica con altri parafarmaci. Si reca pertanto dal curante della nonna per chiedergli di verificare la presenza di potenziali interazioni.