BPCO, fibrillazione atriale e alterazioni ECG dopo terapia diuretica

Giuseppina ha 87 anni.
In gioventù ha lavorato per molti anni come operaia in una tessitura industriale, un’attività che con il tempo ha lasciato un segno sulla sua salute.
Pur non avendo mai fumato, infatti, ha sviluppato una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), aggravata da una forma asmatica stagionale legata a un’allergia a graminacee e ambrosia.
Ciò le provoca frequenti crisi respiratorie, che riesce a tenere sotto controllo grazie a una terapia regolare con desloratadina 5 mg e inalazioni di umeclidinio, fluticasone e vilanterolo.
Un mese fa, in seguito a un episodio di “fame d’aria” più intenso e persistente del solito, si è rivolta al medico curante.
Gli accertamenti hanno evidenziato la comparsa di una fibrillazione atriale.
Dopo una valutazione cardiologica, è stata avviata a una nuova terapia farmacologica con nebivololo 5 mg, apixaban 5 mg due volte al giorno, pantoprazolo 20 mg e digossina 0,0625 mg.
Il trattamento inizialmente sembrava efficace, ma negli ultimi giorni Giuseppina ha iniziato a lamentare gonfiore perimalleolare e una recrudescenza della dispnea.
Il curante ha quindi aggiunto alla terapia furosemide 75 mg al giorno, da assumere per una settimana. Dopo tre giorni, l’edema è migliorato sensibilmente, ma all’ECG di controllo sono comparse anomalie nuove e inaspettate.
Il medico si pone dunque un interrogativo: quale interazione farmacologica può spiegare queste alterazioni elettrocardiografiche?