Che confusione.. Sarà una interazione tra farmaci?

Catia ha 58 anni.
Lavora come operaia nella catena di montaggio di una grande industria di automobili del nord Italia.
Da diversi anni soffre di artrosi poldistrettuale, verosimilmente legata al lavoro che svolge e al conseguente intenso impegno muscolare e articolare.
Nei primi tempi dall’esordio della sintomatologia dolorosa, era sufficiente una automedicazione con paracetamolo per risolvere il problema.
Di recente, tuttavia, il peggioramento globale delle manifestazioni dolorose, decide di recarsi dallo specialista reumatologo.
Questi, a seguito di approfonditi esami, pone diagnosi di fibromialgia.
La terapia prescritta per tale patologia include: un antidolorifico al bisogno, che consiste in una associazione di ossicodone 5mg e paracetamolo 325mg, un farmaco anti-neuropatico, pregabalin, 25 mg da assumersi 3 volte al giorno, e un antidepressivo, duloxetina, 60mg una volta al giorno.
Viene inoltre impostata una integrazione con vitamina D, 25.000 UI al mese.
Catia trova beneficio da questa associazione di farmaci e, con questo nuovo equilibrio, prosegue in modo accettabile con la sua vita lavorativa.
Un paio di giorni fa, tuttavia, a seguito di un fastidioso mal di gola si è recata alla guardia medica, la quale ha diagnosticato una tonsillite batterica.
Viene pertanto prescritta claritromicina, 500mg due volte al giorno per 7 giorni.
La paziente assume la nuova terapia ma nota immediatamente l’insorgenza di sonnolenza e confusione. Quale interazione potrebbe avere scatenato i sintomi?