Il bicchiere di troppo

Giovanni ha 47 anni e ha sempre lavorato come muratore.
Da poco è diventato responsabile di un cantiere edile nel centro Italia. I ritmi intensi del suo mestiere gli rendono difficile mantenere uno stile di vita sano, e da diversi anni soffre di obesità, con un peso di circa 100 kg per 1,70 m di altezza. Il sovrappeso ha contribuito alla comparsa di altre patologie: soffre infatti di apnee notturne, per le quali utilizza la C-PAP, e presenta un diabete mellito di tipo 2 in trattamento con metformina 1000 mg due volte al giorno.
È inoltre affetto da ipercolesterolemia, controllata con simvastatina 40 mg, e da rinite allergica stagionale, per cui assume cetirizina 10 mg durante i mesi di fioritura degli alberi (betulla e nocciolo) cui è allergico.
Al termine delle giornate lavorative, Giovanni ha l’abitudine di consumare superalcolici: solitamente “solo” un paio di bicchierini. Ieri sera, però, sentendosi più stanco del solito, decide di concedersi ben mezza bottiglia di cognac.
Circa mezz’ora dopo, compaiono sintomi insoliti: si sente più stanco di prima, lamenta una sensazione di malessere generale e avverte vertigini, dolori e crampi addominali, seguiti da nausea e diarrea. Preoccupato, si reca al Pronto Soccorso, dove, dopo aver riferito la propria anamnesi e le terapie in corso, viene riscontrata una probabile interazione farmacologica. Quale?