Melatonina può alterare terapie croniche

caso clinico melatonina-fluvoxaminaMaria Grazia ha 66 anni.
Fin da giovane è risultata affetta da disturbo ossessivo compulsivo (in particolare, è ossessionata dai germi: deve lavare le mani tutte le volte che tocca un oggetto) associato ad episodi di depressione maggiore. Per tale patologia, assume fluvoxamina, 100mg al mattino, e oxazepam, 15mg in media 2 volte al giorno: in caso di crisi d’ansia e prima di andare a dormire.

Nel tempo, ha sviluppato anche una angina stabile, verosimilmente su base ereditaria, motivo per cui assume ranolazina 500mg due volte al giorno e cardioaspirina dopo pranzo. A questi farmaci si aggiunge pantoprazolo, 40mg al mattino, come gastroprotettore.

Con queste terapie, il quadro clinico è sostanzialmente stabile, pur con alti e bassi. In particolare, le crisi d’ansia risultano frequenti e imprevedibili, e la nostra paziente soffre occasionalmente di una forma severa di insonnia, che la disturba particolarmente.
Parlandone con una anziana zia, riceve il consiglio di integrare la terapia in corso con melatonina: la parente la utilizza, con beneficio, in combinazione alle benzodiazepine che assume prima di andare a dormire al fine di potenziarne gli effetti.
Per tale motivo, Maria Grazia compra in farmacia un integratore in compresse contenente 2 mg di melatonina a lento rilascio.
Già dopo la prima assunzione, però, si manifestano degli effetti collaterali: sonnolenza estrema, confusione e successivamente agitazione paradossa.
Spaventata, si reca dal medico che identifica una interazione. Quale?


 Melatonina e ranolazina
 Melatonina e fluvoxamina
 Melatonina e pantoprazolo


 Sanguinamento
 Inefficacia della terapia
 Aumento dell’esposizione ai farmaci


 Riduzione dell’assorbimento
 Inibizione del citocromo
 Non noto


 Sì
 No
 Può essere corretta da un aggiustamento degli orari di somministrazione


 Non sono necessarie. Il paziente sta già assumendo un farmaco che non provoca interazioni
 Sì. È possibile potenziare la terapia con oxazepam
 Sì. È possibile sospendere fluvoxamina

 
 
 

 
 
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