Paura del nucleare e rischio interazioni

Maurizio ha 74 anni.
È iperteso, diabetico (di tipo II) e ipercolesterolemico. Pertanto assume regolarmente: bisoprololo, 1,25 mg 2 volte al giorno; valsartan 80mg e potassio canreonato 50mg al mattino; metformina 500mg 3 volte al giorno; e simvastatina, 20mg alla sera.
Oltre a queste patologie, in passato gli è stata diagnosticata una tiroidite di Hashimoto, poi autorisoltasi, per cui annualmente esegue un monitoraggio degli esami ematochimici relativi.
Finora il quadro è rimasto stabile senza necessità di ulteriori terapie.
Il nostro paziente, quando era giovane, ha servito nell’esercito come ufficiale.
Racconta sempre con orgoglio quel periodo della sua vita.
Negli ultimi mesi, stante la situazione internazionale e i venti di guerra che spirano su tutto il mondo occidentale, è sempre più preoccupato, soprattutto di un attacco nucleare.
Dati anche i precedenti problemi di salute riguardanti la sua tiroide, decide di acquistare iodio su internet, unica terapia disponibile per la prevenzione dei danni radiologici provocati da un eventuale attacco.
Acquista dunque tramite un sito estero delle compresse di ioduro di potassio, da 65mg, e inizia ad assumerle quotidianamente.
Dopo una settimana comincia ad accusare tremori, capogiri e nausea.
Si reca dunque dal suo medico e gli spiega la situazione.
Quale interazione può avere causato i sintomi riportati dal paziente?