Un cocktail pericoloso

Chiara ha 28 anni e ha iniziato da poco a lavorare come farmacista in un piccolo paese del centro Italia. Grazie al suo stipendio è finalmente pronta ad acquistare la sua prima casa, un traguardo importante che tuttavia le sta causando un notevole carico di stress. Alla pressione legata alle pratiche burocratiche e finanziarie si aggiunge una dolorosa scoperta: il tradimento del fidanzato, che la porta a interrompere la relazione. In questo periodo, dunque, Chiara assume esomeprazolo 20 mg al mattino per una gastrite e melatonina 2 mg la sera per facilitare il sonno. Queste terapie sintomatiche si aggiungono al trattamento, già in corso da tempo, con drospirenone/etinilestradiolo, assunto a causa di dismenorrea cronica. Probabilmente per colpa dello stress, negli ultimi giorni Chiara inizia anche ad avvertire bruciori e fastidi intimi. Forte delle sue competenze professionali, decide di automedicarsi con l’associazione metronidazolo 500 mg e clotrimazolo 100 mg, in ovuli vaginali, per cinque giorni consecutivi. Vista la situazione, le colleghe della farmacia, per farle compagnia e distrarla dal momento difficile, la invitano a un aperitivo. Durante la serata, Chiara consuma diversi drink alcolici. Tornata a casa, poco dopo essersi coricata, si risveglia improvvisamente con una sensazione di bruciore gastrico, nausea intensa, un forte mal di testa e sudorazione fredda. Quali farmaci potrebbero aver interagito provocando questa reazione?