Alzati e cammina! Con l'esoscheletro

Esoscheletro TwinIl robot Twin, sviluppato da Matteo Laffranchi presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, rappresenta un importante passo avanti nella riabilitazione motoria per persone con disabilità.
Laffranchi, esperto in robotica con un dottorato conseguito all’Università di Sheffield, guida dal 2016 le ricerche nel laboratorio Rehab Technologies, concentrandosi su protesi robotiche ed esoscheletri. Il progetto Twin è frutto di anni di ricerca e innovazione.
Twin è un esoscheletro modulare, dal peso di circa 19 kg, pensato per aiutare chi ha perso la mobilità a camminare di nuovo, almeno in parte. È composto da elementi indossabili, che possono essere vestiti gradualmente anche da utenti soli o, naturalmente, con l’aiuto di un caregiver.
Il sistema è dotato di quattro motori ad alte prestazioni, allineati con le articolazioni di anca e ginocchio, in grado di sostituire parte delle funzionalità motorie.
Il controllo avviene tramite un’unità centrale posizionata in uno “zainetto” posteriore. Il motore è sensibile all’inclinazione del busto dell’utente: spostando il peso in avanti, la macchina rileva il movimento e attiva i motori, permettendo il passo. Il funzionamento, concettualmente, è simile a quello del Segway.

L’esoscheletro non è ancora disponibile sul mercato: sarà necessario un percorso di validazione clinica di circa tre anni, seguito dalla creazione di una partnership industriale per la produzione e commercializzazione. Laffranchi stima che entro cinque anni il dispositivo potrebbe essere acquistabile. Le applicazioni del Twin sono molteplici.
Per chi ha una lesione spinale completa, non è realistico un pieno recupero delle funzionalità motorie, ma l'esoscheletro può offrire vantaggi terapeutici importanti: favorisce la circolazione, migliora la densità ossea, supporta la postura eretta e aiuta le funzioni vescicali e intestinali, spesso compromesse in questi pazienti.
Nei casi di lesione parziale, poi, ci sono ulteriori segnali incoraggianti: l’uso precoce e intensivo dell’esoscheletro può favorire la rigenerazione delle connessioni nervose, con recuperi funzionali significativi. Ad esempio, Laffranchi racconta il caso di un paziente con una lesione cervicale che, grazie all’impiego precoce del Twin, ha quasi completamente recuperato la mobilità: oggi riesce a camminare con le stampelle, è autonomo nelle attività quotidiane e ha ripreso a lavorare, dimostrando il potenziale trasformativo di questa tecnologia nella vita reale.

IIT e Centro Protesi Inail presentano Twin, il nuovo esoscheletro robotico per arti inferiori