Appropriatezza prescrittiva in anziani politrattati

terapiemix

L'uso di farmaci potenzialmente inappropriati (PIM) è comune negli anziani ed è associato a potenziali conseguenze negative, come cadute e declino cognitivo. 
Ci sono dei fattori misurabili dei pazienti associati alla prescrizione ambulatoriale di nuovi farmaci potenzialmente inappropriati negli adulti multimorbosi più anziani che già utilizzavano più farmaci.

E' quanto ha indagato uno studio di coorte retrospettivo negli Stati Uniti, tra il 2007 e il 2014, utilizzando le prescrizioni Medicare, le dichiarazioni mediche e i dati di cartelle cliniche elettroniche da un grande sistema sanitario del Massachusetts.
I ricercatori hanno identificato pazienti di età ≥65 anni con una visita ambulatoriale a cui non erano stati prescritti farmaci. 

I PIM sono stati definiti utilizzando i criteri di Beers 2019 dell'American Geriatrics Society. 
Per valutare in modo specifico i fattori nei pazienti con politerapia e multimorbidità, si sono selezionati coloro che hanno assunto farmaci per ≥90 giorni (cioè, uso cronico) da ≥5 classi farmaceutiche nei 180 giorni precedenti e avevano ≥2 condizioni croniche. 

In totale, erano 17.912 i pazienti di età ≥65 anni con multimorbilità e polifarmacia che erano naïve a un PIM nei 180 giorni precedenti. 
In media, i pazienti avevano 5.1 condizioni croniche e 6.1 farmaci cronici precedenti. 
In totale, a 447 pazienti (2,5%) è stato prescritto un PIM durante i 90 giorni di follow-up. Sesso maschile, età, visite ambulatoriali, numero di ordini di prescrizione e insufficienza cardiaca erano i fattori che significativamente si associavano a PIM.

Diverse caratteristiche demografiche e cliniche, inclusi fattori che suggeriscono una mancanza di coordinamento dell'assistenza e una maggiore complessità clinica, sono risultate associate alla nuova prescrizione di farmaci potenzialmente inappropriati. 
Questa conoscenza potrebbe informare la progettazione di interventi e politiche per ottimizzare la farmacoterapia per questi pazienti.

Leggi l'articolo originale in full text

Fonte: 

BMC Geriatr. 2021; 21: 163.
Pubblicato online il 6 marzo 2021, doi:  
10.1186 / s12877-021-02089-x