L'ospedale del futuro impiegherà l'IA in moltissimi settori

L'ospedale del futuro impieghera' l'IA in moltissimi settoriIn una recente intervista ad Avvenire, Antonio Spera, presidente di GE HealthCare Italia, Malta e Israele, descrive come l’intelligenza artificiale (IA) stia rivoluzionando il settore ospedaliero attraverso l’adozione di sistemi digitali avanzati.

Un esempio concreto è il Command Center dell’Humber River Hospital di Toronto, una sorta di “torre di controllo” ospedaliera che raccoglie ed elabora in tempo reale una grande quantità di dati clinici e organizzativi.
Questo sistema, già da tempo pienamente operativo, sfrutta i big data e il machine learning per ottimizzare la gestione dei reparti, migliorare l’occupazione dei letti, prevenire rischi clinici come la sepsi, e ridurre il numero di pazienti che non si presentano alle visite.
Spera evidenzia come l’Italia sia in ritardo su questi fronti, principalmente per la mancanza di una cultura digitale consolidata e di un’infrastruttura ospedaliera completamente informatizzata.

Mentre a Toronto tutto è digitalizzato, incluso l’uso di tablet al posto della carta, in Italia al momento si è ancora lontani da una gestione ospedaliera “paperless”. Ancora, in Canada l’uso dell’IA a livello ospedaliero non si limita alla logistica, ma supporta anche l’attività clinica. Ad esempio, nella refertazione delle immagini diagnostiche, l’IA può affiancare il medico migliorando precisione e tempi.
Le tecnologie hardware, come le nuove TAC e le apparecchiature di radioterapia, hanno raggiunto livelli altissimi di efficienza e affidabilità, generando però un’enorme mole di dati che richiede (idealmente) dei supercomputer per essere gestita efficacemente.

Infine, la medicina predittiva rappresenta un altro ambito di sviluppo.
È basata sull’integrazione di dati da fonti diverse – radiomica, metabolomica, genomica – per personalizzare i trattamenti. Spera conclude con una visione a lungo termine: tra 10-15 anni potremmo vedere ospedali italiani più avanzati, anche grazie all’adozione di robot umanoidi per compiti assistenziali.
La diffusione di strutture come l’Humber River dipenderà però dalla volontà politica e dalla capacità d’innovazione. Alcune realtà private italiane stanno sperimentando soluzioni all’avanguardia, ma il modello nordamericano – dove decine di Command Center sono già attivi – resta il punto di riferimento.

Il manager Spera. «Vi racconto come l'Intelligenza artificiale gestirà gli ospedali»